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Cinque progetti teatrali originali per PLUF!

Cinque progetti teatrali originali per PLUF!

La montagna a misura di bambino in cinque progetti teatrali originali per bambini e ragazzi in allestimento nell’ambito del progetto PLUF.

Cinque compagnie teatrali piemontesi sono al lavoro per allestire altrettanti spettacoli inediti per bambini e ragazzi, che saranno messi in scena a partire dall’estate 2019 nell’ambito delle attività di animazione del territorio previste dal progetto Alcotra PLUF! Progetto Ludico Unificato per Famiglie.

Cinque compagnie teatrali piemontesi sono al lavoro per allestire altrettanti spettacoli inediti per bambini e ragazzi, che saranno messi in scena a partire dall’estate 2019 nell’ambito delle attività di animazione del territorio previste dal progetto Alcotra PLUF! Progetto Ludico Unificato per Famiglie. Il teatro è infatti uno dei linguaggi espressivi scelti per dare al territorio sul quale si svolge il progetto PLUF un’immagine ludica ed accogliente nei confronti dei bambini di tutte le età e nazionalità.

Le compagnie sono state selezionate in seguito ad una procedura di gara aperta da parte del soggetto capofila del progetto, l’Unione Montana Valle Varaita, finalizzata alla realizzazione di produzioni teatrali ispirate al tema “La montagna a misura di bambino” e rivolte ad un pubblico di bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni. L’obiettivo della rassegna è quello di rinnovare, attraverso il linguaggio figurato e l’esperienza diretta della rappresentazione teatrale, il legame tra i bambini e la montagna per contribuire a trasmettere un messaggio di rispetto della natura come bene comune.

Delle sette candidature avanzate, una commissione giudicatrice, costituita da un rappresentante tecnico per ciascuno dei partner del progetto e da due esperti esterni, ha ritenuto più meritevoli le proposte delle seguenti compagnie: Il Melarancio coop. soc. onlus di Bernezzo, Assemblea Teatro Associazione di Torino, Coltelleria Einstein s.c. di Valmadonna (AL), Casa degli Alfieri soc. coop. di Castagnole Monferrato (AL), Unoteatro soc. coop. di Torino.

Ciascuna compagnia dovrà produrre un progetto teatrale inedito e metterlo in scena per cinque volte: il calendario degli spettacoli, che si svolgeranno in località delle valli Po, Varaita, Maira, Grana, Stura, partner del progetto PLUF, e a Saluzzo, Barge e Bagnolo, è in fase di elaborazione. 

“Si tratta di una proposta innovativa e culturalmente stimolante non solo per il nostro territorio ma per il teatro per ragazzi in generale: tutti gli spettacoli in allestimento saranno successivamente messi in scena durante importanti festival teatrali nazionali e internazionali, contribuendo a riportare l’attenzione sulla montagna e sul suo rapporto con l’immaginario dell’infanzia. C’è soddisfazione da parte nostra — sostiene il Presidente dell’Unione Montana Valle Varaita, Silvano Dovetta per aver inserito tra le numerose azioni di valorizzazione e di promozione del territorio previste dal progetto PLUF anche questa parte legata ad un mondo magico ma oggi ingiustamente trascurato come quello del teatro per ragazzi, che attraverso la fascinazione della rappresentazione è fonte di grandi stimoli culturali ed educativi”.

La spesa complessiva per lo studio, l’allestimento e la messa in scena di cinque repliche per ciascuno degli spettacoli selezionati sarà di 76.340 € omnicomprensivi.

Per saperne di più: i cinque spettacoli
Il Melarancio: Ma Con Gran Pena Le ReCa Giù
Uno spettacolo che vede il concorso della recitazione, dell’animazione di pupazzi e figure, della manipolazione di oggetti, del canto, della musica e della pittura eseguiti dal vivo e che nasce dal confronto dell’immaginario di ieri e di oggi sulla montagna.
Quattro personaggi (un attore narratore, un attore animatore di figure e pupazzi, una cantante pittrice e un musicista) raccontano alcune storie intrecciate che narrano degli animali, delle persone e delle creature misteriose che popolano le valli e le vette delle Alpi cuneesi: storie legate da una cornice narrativa dove a parlare è la Montagna stessa, in cui i personaggi dei racconti prendono forma e vita. Incontreremo così il mitico Dahu, andremo indietro nel tempo quando il Monte Bracco era un vulcano, conosceremo un vecchio eremita che viveva in cima a una montagna con la sola compagnia di una capra, scopriremo la strana storia dei Ciciu e con un po’ di paura ci imbatteremo in un convegno di masche burlone.
Raccontando la relazione tra l’uomo e la montagna, si persegue l’obiettivo di invitare i bambini ad ascoltare con attenzione la propria voce interiore e le voci e i suoni delle nostre montagne, rendendoli consapevoli che noi tutti apparteniamo allo stesso ambiente e promuovendo una coscienza ecologica, volta al rispetto della natura come bene comune.

UnoTeatro: Cartoline. I bambini raccontano la montagna
Una serie di “cartoline” virtuali raccontano la montagna a misura di bambino: ogni scena sviluppa un tema, una suggestione, una storia legate tra loro da un filo conduttore. Riprendendo l’antica suggestione di inviare un saluto attraverso un’immagine che racconta un luogo, oggi che spedire cartoline per posta è un’usanza ormai quasi del tutto sostituita dalla condivisione di immagini tramite i social network, si crea un “varietà” sul tema di come la montagna viene immaginata, percepita e vista dai bambini. Lo spettacolo è costruito partendo dai pensieri stessi dei bambini e dei ragazzi che abitano e frequentano le scuole delle valli del progetto PLUF: attraverso cinque laboratori teatrali in cinque scuole delle valli emergeranno  le idee e le fantasie dei bambini sulla montagna, a partire da alcuni spunti di fiabe e leggende dei luoghi in cui abitano, chiedendo loro di attualizzarle e di immaginarle in questo tempo. Un copione “improvvisato” che nasce da un’esperienza diretta, con colonna sonora ispirata alla ricca tradizione musicale locale.

Coltelleria Einstein: Il mulo, la neve, il pastore
Lo spettacolo è liberamente ispirato all’antica leggenda della valle Maira “Il colle del mulo”e ha come tema portante il rapporto tra uomo e animale nella vita di montagna. Comicità, poesia, teatro d’attore e teatro di movimento si intrecciano nel raccontare la storia di una famiglia di pastori colta dal maltempo su un colle senza nome. Una violenta nevicata blocca la discesa dei pastori e del loro gregge: solo un mulo riesce a muoversi a fatica verso valle e a raggiungere il villaggio. Qui il mulo, nei luoghi comuni della nostra tradizione testardo e disubbidiente ma in realtà generoso e docile se trattato con rispetto, riesce a far capire agli abitanti del paese che la famiglia di pastori è in difficoltà e a farsi seguire per salvarla. Da quel momento il colle dove i pastori hanno rischiato di perdere la vita si chiamerà Colle del Mulo. La narrazione farà emergere le tante emozioni della storia, senza rinunciare a qualche aspetto comico e alternando momenti  dedicati alla natura del mulo e alle sue caratteristiche etologiche, con riferimenti alla vita in alpeggio, dove la simbiosi con propri animali (pecore, cani, muli) e lo scontro con i predatori (lupi, volpi, rapaci) o con la natura (nevicate, temporali, ecc) fa scaturire episodi e avventure. La scenografia dello spettacolo sarà ispirata all’arte del pittore divisionista Matteo Olivero, nativo di Acceglio.

Casa degli Alfieri: La montagna degli spiriti
La montagna attraverso il suo fascino ancestrale, che gli anziani ricordano per averlo vissuto in prima persona e che i bambini sanno sognare e far rivivere, magari anche solo per gioco. Un modo per raccontare come la montagna, oggi per lo più trascurata dalla maggior parte dell’opinione pubblica, sia in realtà un patrimonio da salvaguardare e da riscoprire facendo rivivere la memoria dei luoghi.
In un paese ai piedi di una montagna molto alta e molto misteriosa, sulla quale nessuno ha il coraggio di salire perché abitata dagli spiriti, nessuno presta ascolto ad un matto. Egli è il solo ad avere il coraggio di salire sulla montagna e il suo incontro con gli spiriti della montagna lo porta a confrontarsi con gli unici che, in paese, abbiano mai conosciuto quegli spiriti: gli anziani. Rispettati da tutti, ma isolati in una casa comune al centro del paese, nessuno prestava più ascolto neanche a loro. Solo una giovane maestra di scuola li ascolta, e capisce che è attraverso i bambini che la montagna, e i suoi spiriti, può continuare a vivere.
Lo spettacolo verrà realizzato con il coinvolgimento diretto di bambini e anziani del territorio, che collaboreranno attraverso azioni articolate multidisciplinari alla scrittura della base drammaturgica.

Assemblea teatro:  L’uomo che piantava gli alberi
Ogni albero è la dimora segreta di mille creature. Ogni albero racchiude una storia, un mistero, una memoria del passato. Anche dopo la sua morte i rami caduti, i tronchi in disfacimento, i ceppi bruciati offrono asilo e nutrimento ad una ricca quanto preziosa comunità vivente. La natura rinasce senza fine, rinnovandosi continuamente. L’uomo che piantava gli alberi è la traduzione teatrale dell’omonimo libro di Jean Giono: durante una delle sue passeggiate in Provenza, lo scrittore incontrò un pastore solitario e tranquillo, di poche parole, che provava piacere a vivere lentamente, con le pecore e il cane, e che stava compiendo una grande azione, un’impresa che avrebbe cambiato la faccia della sua terra e la vita delle generazioni future: piantare querce in una landa desolata. Una storia positiva a volte apparentemente ingenua ma capace di un messaggio profondo: la riconciliazione dell’uomo con la natura. Una parabola sul rapporto uomo-natura, una storia semplice ma esemplare che racconta “come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione”. Lo spettacolo vede in scena un’attrice recitante, accompagnata da immagini, create in diretta davanti agli spettatori con disegni su sabbia o segatura, arbusti e foglie e proiettate su di un grande schermo-fondale, e da suoni dedicati alla terra madre di Atom Heart Mother.

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